VERITA’ e FALSITA’
MARCO PIRINA CONDANNATO PER DIFFAMAZIONE
Così scrivono il MESSAGGERO VENETO ed il
GAZZETTINO, su segnalazione dell’ANPI di Udine all’ANSA .
Ambiguamente si gioca sul termine “diffamazione”,
dimenticando che la “diffamazione se aggravata a mezzo stampa” è un
“reato penale”, e dimenticando, che, sempre per lo stesso episodio di
cui alla causa civile, MARCO PIRINA, in data 27 Febbraio 2007 , con
sentenza definitiva, non essendo stato presentato appello, contro il
dispositivo del Giudice Dott. Andrea Ghinetti, del Tribunale di Milano:
E’STATO ASSOLTO
PERCHE’IL FATTO NON COSTITUISCE REATO
Altra storia è la sentenza civile, che non
tenendo conto della piena assoluzione in sede penale, nella quale Pirina
“..ha dato ampiamente conto della serietà che ha posto nella propria
attività di ricostruzione storica e raccolta delle fonti …” (Rif:
Dispositivo sentenza MI/27.02.2007), ha dato altro parere, con
compensazione delle spese processuali.
Nel corso del procedimento penale, sono state
confermate, anche su indagini dell’A.G. e della Procura Militare di
Padova, le responsabilità del Pregelj, nell’arresto e deportazione del
Presidente del Comitato Liberazione Nazionale di Gorizia, Sverzutti,
mentre per gli altri due partigiani, che hanno seguito solo la “via
civile”, basta leggere gli Atti del Processo alla Beneska Ceta, in cui
tutti gli imputati sono stati riconosciuti colpevoli di gravissimi
delitti, ma tutti amnistiati, per capire che quanto scritto nel libro
“Genocidio”, la citazione era conseguente alle fonti citate.
L’Avv.Alberto Cossini del Foro di Pordenone, è
stato incaricato di presentare all’attenzione della Corte Europea il
caso, per una sentenza specifica.
Le dichiarazioni pubblicate nell’ambiguità della
terminologia, finalizzata alla diffamazione sulla professionalità di
Marco Pirina, dal punto di vista della ricerca storica, rientrano nella
“diffamazione aggravata a mezzo stampa” e questo riguarda soprattutto il
giornalista che ha composto l’articolo del Messaggero Veneto e il
Direttore Responsabile dello stesso quotidiano, che ha collocato anche
una News in INTERNET, accanto al sito di “Silentes Loquimur”, dell’ANSA,
che ha pubblicato la notizia senza verificare quanto dichiarato, lesivo
della professionalità di Marco Pirina e soprattutto dell’ANPI di Udine,
richiamandosi ad eroismi e caduti, mai ingiuriati da Pirina, lancia
giudizi sulla “storicità” degli scritti di Marco Pirina, che sono
ampiamente negati dalla Sentenza di Milano.
Per quanto sopra il Centro Studi e Ricerche
Storiche “Silentes Loquimur” di Pordenone, ha deciso di presentare
QUERELA-DENUNCIA, per DIFFAMAZIONE AGGRAVATA a MEZZO STAMPA nei
confronti del Quotidiano Il MESSAGGERO VENETO di Udine per l’articolo
del 21.1.2010, nei confronti dell’ANSA, per eventuale reato di Concorso
in Diffamazione Aggravata a mezzo Stampa e nei confronti dell’ANPI di
UDINE, per quanto inviato all’ANSA ed ai giornali.