Centro Studi e Ricerche Storiche          "Silentes Loquimur"

 

Home Cosa dicono di noi Contatti

Chi siamo

 

Nel luglio del 1988 viene costituito da Marco Pirina, Annamaria D'Antonio Pirina, Gen. Giorgio Pirrone, Sergio Vasi e da Pietro Dini il Centro Studi e Ricerche Storiche "Silentes Loquimur"; questo avviene dopo la costituzione iniziale di un comitato definito: Comitato Onoranze Caduti Infoibati nel Bus de la Lum (altopiano del Cansiglio), dove all'imboccatura della foiba è stata eretta una croce con scritto "Silentes Loquimur" (noi silenti parliamo). 

A seguito del lavoro, di ricerca storica, di pubblicazioni e della costante attività istituzionale il Centro Studi è stato ammesso "ai Contributi Regionali Friuli Venezia Giulia” con Legge Reg. 1988; successivamente a seguito di delibera della Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia veniva definito “Istituto di ricerche storiche di notevole interesse regionale” con legge Reg. 2/2003 ed inserito nella tabella degli Istituti storici . 

Per la funzionalità dell'Istituto è stato previsto il supporto volontario degli iscritti e dei simpatizzanti con relativa Iscrizione all'Albo Provinciale di Pordenone, Associazione Volontariato, n. 289. 

La Sede Centrale operativa di Pordenone prevede l'accesso gratuito nelle giornate e negli orari differenziati per periodi stagionali.

 

Legge Regionale Friuli Venezia Giulia del 30/12/2008, n. 17

(BUR n. 1 del 07/01/2009)

 

(cliccare su immagine per ingrandire)

(cliccare su immagine per ingrandire)

Patrocinio della Regione Veneto n.   13486/2009 del 04/02/09

 

VERITA’ e FALSITA’

 

MARCO PIRINA CONDANNATO PER DIFFAMAZIONE

 

Così scrivono il MESSAGGERO VENETO ed il GAZZETTINO, su segnalazione dell’ANPI di Udine all’ANSA .

 

Ambiguamente si gioca sul termine “diffamazione”, dimenticando che la “diffamazione se aggravata a mezzo stampa” è un “reato penale”, e dimenticando, che, sempre per lo stesso episodio di cui alla causa civile, MARCO PIRINA, in data 27 Febbraio 2007 , con sentenza definitiva, non essendo stato presentato appello, contro il dispositivo del Giudice Dott. Andrea Ghinetti, del Tribunale di Milano:

 

E’STATO ASSOLTO PERCHE’IL FATTO NON COSTITUISCE REATO

 

Altra storia è la sentenza civile, che non tenendo conto della piena assoluzione in sede penale, nella quale Pirina “..ha dato ampiamente conto della serietà che ha posto nella propria attività di ricostruzione storica  e raccolta delle fonti …” (Rif: Dispositivo sentenza MI/27.02.2007), ha dato altro parere, con compensazione delle spese processuali.

Nel corso del procedimento penale, sono state confermate, anche su indagini dell’A.G. e della Procura Militare di Padova, le responsabilità del Pregelj, nell’arresto e deportazione del Presidente del Comitato Liberazione Nazionale di Gorizia, Sverzutti, mentre per gli altri due partigiani, che hanno seguito solo la “via civile”, basta leggere gli Atti del Processo alla Beneska Ceta, in cui tutti gli imputati sono stati riconosciuti colpevoli di gravissimi delitti, ma tutti amnistiati, per capire che quanto scritto nel libro “Genocidio”, la citazione era conseguente alle fonti citate.

L’Avv.Alberto Cossini del Foro di Pordenone, è stato incaricato di presentare all’attenzione della Corte Europea il caso, per una sentenza specifica.

Le dichiarazioni pubblicate nell’ambiguità della terminologia, finalizzata alla diffamazione sulla professionalità di Marco Pirina, dal punto di vista della ricerca storica, rientrano nella “diffamazione aggravata a mezzo stampa” e questo riguarda soprattutto il giornalista che ha composto l’articolo del Messaggero Veneto e il Direttore Responsabile dello stesso quotidiano, che ha collocato anche una News in INTERNET, accanto al sito di “Silentes Loquimur”, dell’ANSA, che ha pubblicato la notizia senza verificare quanto dichiarato, lesivo della professionalità di Marco Pirina e soprattutto dell’ANPI di Udine, richiamandosi ad eroismi e caduti, mai ingiuriati da Pirina, lancia giudizi sulla “storicità” degli scritti di Marco Pirina, che sono ampiamente negati dalla Sentenza di Milano.

Per quanto sopra il Centro Studi e Ricerche Storiche “Silentes Loquimur” di Pordenone, ha deciso di presentare QUERELA-DENUNCIA, per DIFFAMAZIONE AGGRAVATA a MEZZO STAMPA nei confronti del Quotidiano Il MESSAGGERO VENETO di Udine per l’articolo del 21.1.2010, nei confronti dell’ANSA, per eventuale reato di Concorso in Diffamazione Aggravata a mezzo Stampa e nei confronti dell’ANPI di UDINE, per quanto inviato all’ANSA ed ai giornali.

 

27 Febbraio 2007 sentenza definitiva

del Giudice Dott. Andrea Ghinetti, del Tribunale di Milano

assoluzione perchè il fatto non costituisce reato

 

(cliccare sull'immagine per ingrandire)